Retina biotech:

in Giappone test positivo sui topi.

Coltivata in laboratorio da cellule staminali, ha restituito la vista a roditori che rischiavano di perderla: il prossimo step sarà sull’uomo?

 

L’esperimento, pubblicato recentemente su Stem Cell Reports, è stato effettuato dal gruppo guidato da Masayon Takahashi, del centro di biologia evolutiva dell’Istituto Riken di Kobe. I ricercatori giapponesi sono partiti da cellule della pelle di topi e le hanno riprogrammate usando un mix di quattro geni per renderle in grado di seguire diverse direzioni nello sviluppo. Queste cellule, che vengono chiamate cellule staminali pluripotenti indotte, sono state poi indirizzate a svilupparsi in cellule della retina che sono state la base per coltivare in provetta il tessuto completo. Quando è stato trapiantato nei topi, il tessuto ha sviluppato i collegamenti con le cellule vicine e ha restituito la vista in metà dei roditori con una degenerazione della retina a uno stadio avanzato. «Nei topi la retina derivata dalle staminali è stata in grado di rispondere alla luce già un mese dopo il trapianto, ma dal momento che la retina umana richiede più tempo per maturare, pensiamo che possa rispondere alla luce dopo 5-6 mesi dal trapianto», ha osservato Michiko Mandai, uno degli autori del test. Il prossimo passo in programma dovrebbe essere quello di ottenere retine da staminali pluripotenti umane, con l’obiettivo di arrivare ai test sull’uomo.